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Pubblichiamo il “Report of the High Level Forum on Mobility”

Data: 11-02-2009


Pubblichiamo il “Report of the High Level Forum on Mobility” nel tentativo di aggiornare, anche se soltanto parzialmente, su quanto l’Unione Europea stia realizzando in ordine alle politiche dedicate alla formazione dei giovani.

Nella fattispecie, l’azione dell’UE è diretta a dare massima attenzione al concetto di “mobilità” intesa nel senso di “favorire lo sviluppo e la crescita della mobilità professionale all’interno della regione europea attraverso percorsi formativi europei o comunque che abbiano essenzialmente una vocazione europeistica”. Questo naturalmente  al fine di garantire maggiore competitività (ed opportunità) da una parte, nonché, più in generale, una maggiore integrazione economico-politico-sociale (i.e. identità e cittadinanza europea) dall’altra.   

 

A proposito dell’"High Level Forum on Mobility", costituito dal Commissario europeo Jan Figel nel dicembre 2007, ed inaugurato nel gennaio 2008, è interessante constatare che uno dei principi di base del documento stabilisce che l'Europa (e il mondo) del 2020 saranno profondamente diversi da quelli del 2009.  Come ha avuto modo di osservare l’ex vice-presidente della Convenzione Europea (di Laeken) Amato, “ci saranno nuove tecnologie, la competizione globale sarà più accesa e l'Europa, che avrà già visto scendere la sua quota sul Pil mondiale, avrà crescenti difficoltà a fronteggiarla. A farlo dovranno essere infatti le generazioni più giovani, ma appunto nel 2020 i giovani fra i 16 e i 29 anni saranno passati da 90 a 81 milioni, quasi il 10% in meno. Prepararli e coinvolgere in tale preparazione il numero di loro più alto possibile diventa una priorità ineludibile, che è tale già oggi.

Ebbene – dice il documento - un percorso essenziale per realizzare tale priorità è quello della mobilità intraeuropea dei nostri giovani. La mobilità genera moduli comuni nella ricerca e nell'applicazione delle tecnologie, rafforza i collegamenti fra le nostre imprese, forma i cittadini e i leaders di società multiculturali come saranno quelle del futuro. Ce n'è troppo poca in Europa. È scarsissima quella del mondo del lavoro, ma anche quella degli studenti (…) non è da meno. Serve allora che la mobilità diventi un filo rosso delle politiche comuni (…). Come ci dicono tutte le ricerche – nota infine il documento - la forza dell'identità europea e del valore aggiunto che l'Europa ci offre è nettamente superiore alla media in coloro che hanno fatto esperienze di mobilità.

Insomma, per restare a galla nel prossimo futuro abbiamo un assoluto bisogno di giovani e di Europa. La formazione che serve ai giovani è europea, mentre la forza che serve all'Europa trova a sua volta radici nella coscienza di coloro che hanno una formazione europea”

mobilityreport_en.pdf

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